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Roma Volley, alla scoperta del gruppo Under 13 con coach Bruno

La Roma Volley non è solo la prima squadra in lizza per un posto nei play off promozione per la Serie A2; non è solo il giovane gruppo militante in Serie C e in Under 20 desideroso di ben figurare nelle due rispettive rassegne; non è solo la compagine che è riuscita ad accedere alla Coppa Lazio di Serie D e terza in campionato. Oltre ai gruppi Under maschili, ne esiste anche uno femminile, creatosi poco prima dell’inizio della stagione corrente e inserito nel campionato territoriale Under 13 promozionale. Spetta a coach Bruno descrivere questa nuova formazione giovanile, la prima femminile dopo due anni dalla fondazione della società di patron Barani.

 

 

Cosa ha favorito la nascita di questo gruppo? L’evento “La Notte bianca degli impianti comunali” e l’iniziativa “Un mare di sport” sono serviti a reclutare nuove leve in generale?

“È il primo campionato agonistico Fipav a cui partecipiamo. Guido da un paio d’anni questo gruppo, il quale è nato come ritrovo di compagne e di amiche, si è sempre cimentato nel minivolley e ha gareggiato in campionati non sotto l’egida della Fipav. Come coach ho gradualmente trasmesso a tutte, nuovi innesti compresi, la passione per questo sport. Credo che questo messaggio sia stato ben recepito”.

Quante ragazze ci sono in squadra? Sono tutte dodicenni o qualcuna è perfino sotto età? Assimilano tutte allo stesso modo le tue direttive oppure a qualcuna serve più tempo?

“Per ora le ragazze sono una decina, alcune sono al limite della fascia di età e altre sotto. Di certo non tutte seguono allo stesso modo, la mentalità giusta non si è formata in tutte loro. Le sedute di allenamento settimanali sono tre, ma, a volte, ce ne sono di extra, alle quali non tutti i genitori consentono alle loro figlie di partecipare. I tempi di apprendimento variano da persona a persona, ma chi viene di più agli allenamenti e si applica al meglio ottiene i risultati”.

Com’è stato l’impatto delle ragazze nel loro primo campionato agonistico 6 vs 6? Si stanno inserendo nel nuovo contesto pallavolistico o ancora faticano a staccarsi dal Volley S3?

“L’impatto con il campionato agonistico non è stato traumatico. Noi giochiamo già una pallavolo da ‘grandi’ con schemi di gioco molto più avanzati, i quali, essendo più difficili da assimilare, ci fanno sbagliare un po’ troppo. Come coach cerco di preparare le ragazze per il futuro, non per il momento, perché possano anche così vincere dei match e intrattenere chi le osserva”.

Sempre a proposito del succitato campionato, come reputi la prestazione delle ragazze e cosa ti aspetti a fine stagione da loro?

“Le loro prestazioni sono soddisfacenti sia in gara che in allenamento. Anche se tentiamo in queste due situazioni delle cose ardue, il loro impegno è positivo”.

Una società sportiva deve guardare al futuro: prevede nella prossima stagione l’inserimento dei futuri gruppi femminili nei campionati territoriali di categoria di Élite, nonché in quelli di Terza Divisione Under? Concorda che questi ultimi sono un trampolino di lancio perché le atlete possano combinare al meglio l’esperienza ludica con quella agonistica e iniziare a guardare in alto?

“Assolutamente sì! Il futuro interessa sia alle atlete che alla società. Credo che cooperando con le altre realtà pallavolistiche del nostro quadrante si possano disputare questi campionati. Concordo anche che migliorare nel gioco, misurarsi con gli avversari e cercare di superare i propri limiti per mirare sempre un po’ più in alto è il modo migliore per divertirsi”.

 







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